(trasmesso alla Consigliera di parità provinciale in data 18.05.2005)
La legge 125 del 1991 sulle azioni positive, rappresenta una svolta fondamentale nelle politiche in favore delle donne, tanto da essere classificata come la legge più avanzata in materia, in tutta l´Europa occidentale.
Il percorso che ha condotto dalla parità formale della legge n.903 del 1997 alla parità sostanziale della legge sopra detta è stato caratterizzato in particolare da:
La istituzione di osservatori sull´andamento dell´occupazione femminile;
L´obbligo dell´imprenditore di fornire informazioni sulla percentuale dell´occupazione femminile;
Il mantenimento di determinate proporzioni di manodopera femminile;
L´istituzione del Consigliere di parità che partecipa senza diritto di voto alle Commissioni regionali per l´impiego, al fine di vigilare sull´attuazione della normativa sulla parità uomo-donna.
Tale legge può essere definita una legge manifesto, in quanto si apre con la dichiarazione delle proprie finalità: l´occupazione femminile e realizzare la sostanziale uguaglianza tra uomini e donne nel lavoro... mediante ... azioni positive per le donne, al fine di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità".
In particolare:
Essa supera una concezione astratta della parità come assimilazione della donna all´uomo e mira a valorizzare la differenza femminile attraverso strumenti denominati Azioni Positive.
Le azioni positive sono imperniate sulla regola espressa dell´uguaglianza sostanziale, regola che si basa sulla rilevanza delle differenze esistenti fra le persone di sesso diverso
Realizzare pari opportunità fra uomini e donne nel lavoro, quindi, significa eliminare le conseguenze sfavorevoli che derivano dall´esistenza di differenze
La promozione delle stesse è affidata ad un ampio reticolo di soggetti:
mentre la loro adozione è: privilegiata, per l´accesso ai benefici finanziari, per i progetti che il datore concorda con le OO.SS., maggiormente rappresentative sul piano nazionale; obbligatoria per le PP.AA., sentiti gli organismi più rappresentativi del personale, con l´istituzione dei Comitati P.O. aziendali.
La funzione dell´azione positiva, intesa come strategia destinata a stabilire l´uguaglianza delle opportunità, grazie a misure che permettano di contrastare e correggere discriminazioni che sono il risultato di pratiche o di sistemi sociali, non si limita al campo del lavoro, anche se questo è l´ambito più di intervento.
Azioni Positive possono essere svolte nel campo dell´informazione, della formazione professionale e in altri campi della vita sociale e civile.
La materia trova terreno fertile nelle competenze istituzionali e politiche dell´Ente Locale, con particolare riferimento ai problemi della formazione, dell´orientamento, dell´occupazione, della neo-imprenditorialità, della vivibilità urbana e della qualità sociale.
Le politiche di pari opportunità che l´Amministrazione comunale di Pagani intende avviare, si collocano in diversi scenari e con esiti differenti e sono indirizzate a creare maggiori opportunità di scelta per le donne.
Tale obiettivo, sia in riferimento ai complessi mutamenti culturali che hanno distinto il genere femminile, ed in particolare le giovani donne, sia in riferimento all´attuale congiuntura economica ed al peso ineguale con cui essa coinvolge lavoratrici e lavoratori, deve comunque tener conto che la società ed il modo sono composti in donne e di uomini: essenziale ed irrinunciabile realtà che non può essere considerata una variabile. E ciò non solo perché costituisce un presupposto di innovazione e di efficacia della politica di "uguaglianza di opportunità", ma perché rappresenta l´elemento fondativi in un pieno diritto di cittadinanza dei due generi: il maschile ed il femminile; i quali non sono semplicemente due attributi biologici attinenti la riproduzione della specie o i rapporti di potere, bensì due categorie dell´esistente in continuo dialogo.
L´Ente locale ed in particolare il Comune, rappresentando l´istituzione più vicina ai cittadini ed alle cittadine, devono per primi promuovere una cultura delle pari opportunità, adottando azioni che servano ad incentivare le iniziative delle donne atte a promuovere gli ostacoli presenti nel mondo del lavoro, nella realtà sociale, nelle istituzioni, prendendo coscienza dei propri diritti sociali e civili.
Obiettivi:
Azione 1
Monitoraggio sulla condizione del personale dell´Ente;
Azione 2
Azione 3
Individuazione degli indicatori di qualità del lavoro (percezione della soddisfazione, bisogno di conciliazione, rapporti con colleghi e superiori orari ecc.);
Azione 4
Azione 5
Azione 6
Piano di fattibilità per l´introduzione sperimentale del telelavoro e di un asilo-ludoteca per i figli minori delle dipendenti;
Azione 7
Azione 8
Azione 9
Implementazione e potenziamento dello specifico spazio entranet sulle pari opportunità.