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Organismi di Partecipazione

Pari Opportunità

Associazionismo

Partecipazione dei cittadini


Aggiornato mercoledì 26 ottobre 2005
Panoramica

L’area di intervento prescelta per la realizzazione del progetto e-agorà è quella relativa alla famiglia, interventi sociali, fasce deboli, pari opportunità.

La scelta è dettata dal fatto che trattasi di un ambito in cui gli attori istituzionali e i cittadini hanno maggiore familiarità e sono più motivati ad avviare un dialogo costruttivo, considerato l’impatto immediato – in termini di concreto miglioramento della qualità della vita – su fasce della popolazione più esposte all’esclusione sociale.

Inoltre, trattasi di un ambito che più di tutti necessita della eliminazione o quantomeno della netta riduzione dell’autoreferenzialità della pubblica amministrazione: non è più pensabile ritenere di “conoscere “ e , quindi, di “decidere” senza ascoltare, monitorare, valutare gli effetti di interventi che hanno una forte incidenza nella quotidianità di una larga fascia della popolazione.

Nella realizzazione del progetto si punta molto sulla fattiva collaborazione/coinvolgimento dei soggetti del terzo settore , in quanto partners particolarmente “capaci”, sulla base delle esperienze pregresse e consolidate ( anche se in massima parte off line), di avviare un confronto aperto e diretto con quei cittadini che ancora non hanno trovato canali di espressione nel sistema istituzionale.

Il processo decisionale nel quale si ritiene di dover coinvolgere il maggior numero possibile degli interessati ( nel senso di attori e destinatari) riguarda - da un punto di vista tecnico-istituzionale – la destinazione della quota di bilancio da stanziare per le politiche sociali globalmente intese ( le cinque aree di intervento ex L.328/2000) nonché la programmazione degli interventi in tema di pari opportunità.

Come è noto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 162 del TUEL ( d.lgs. 267/2000) , “gli enti assicurano ai cittadini ed agli organismi di partecipazione , di cui all’articolo 8, la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale e dei suoi allegati con le modalità previste dallo statuto e dai regolamenti”. Attualmente , ai sensi e per gli effetti delle norme statutarie e regolamentari vigenti, nella fase precedente alla convocazione della Conferenza dei capigruppo ( nell’ambito della quale sono portate in discussione le proposte di deliberazione di competenza del Consiglio comunale) , sono invitate per una discussione sulla proposta di bilancio, già redatta, le organizzazioni maggiormente rappresentative dei commercianti , organizzazioni no-profit , rappresentanti dei comitati di quartiere.

Insomma, si cerca di assicurare quantomeno la trasparenza delle decisioni di prossima adozione, ma è ovvio che il margine di discussione/incidenza da parte degli interessati – sia in qualità di attori che di destinatari – è minimo se non nullo.

L’idea è, dunque, quella di consentire la partecipazione massima possibile nella prima fase previsionale e programmatica di formazione del bilancio (limitatamente all’area d’intervento indicata) e, precisamente, per utilizzare la terminologia delle linee guida CRC , nelle due macro-fasi dell’emersione e definizione dei problemi su cui intervenire e dell’arena degli attori e della definizione delle soluzioni praticabili (Fase A).

L’esclusione dell’altra macro-fase dell’individuazione delle soluzioni alternative è dettata dagli stessi motivi tecnico-contabili che , a parere di scrive, non consentono, per oggettive competenze specifiche – quali la conoscenza degli elementi finanziari, l’ammontare dei trasferimenti statali e regionali…- una primissima discussione “alla pari”.

Pertanto, appare più ragionevole o meglio realizzabile consentire la partecipazione dopo aver individuato “dati certi e imprescindibili “ ( il quantum e gli indirizzi del programma di mandato) sulla scelta delle soluzioni praticabili ( intese soprattutto come risultanze della rilevazione dei bisogni e, quindi, della definizione delle priorità) .

In una seconda fase (Fase B) , eventualmente di consolidamento del processo innovativo, è ipotizzabile la partecipazione anche nell’altra macro-fase di scelta della soluzione, fermo restando un margine di riconoscimento del potere discrezionale della pubblica amministrazione ( la scelta definitiva deve essere comunque compatibile con gli indirizzi/strategie del programma di mandato).

Per promuovere la partecipazione, in linea generale, oltre alle tecnologie per la informazione e comunicazione tutte ampiemante esplicitate negli appositi paragrafi, in coerenza con i concetti di base rappresentati nell’introduzione, si ricorrerà anche ai canali tradizionali già sperimentati per Agenda 21 , quali stampa, emittenti radiofoniche e televisive locali, convegni, seminari .

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