In linea generale , l’obiettivo di fondo è la condivisione e, quindi, la riduzione dei conflitti rispetto ad una specifica politica, che può essere assicurata solo dall’implementazione di un processo decisionale collaborativi/partecipativo, in quanto induttore di responsabilizzazione reciproca.
Tale obiettivo, di per sé, implica
- la promozione di una maggiore consapevolezza negli attori politici delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per la partecipazione, quale una agevole ricognizione degli interlocutori interessati agli effetti di una determinata politica ; una più rapida autovalutazione dei risultati, con conseguente possibilità di introdurre correttivi nei processi attivati per il raggiungimento di obiettivi prefissati.;
- il riconoscimento da parte dell’”Istituzione” della partecipazione dei cittadini come risorsa essenziale per il rilancio delle funzioni pubbliche più specifiche ed ambiziose;
- la promozione di un nuovo modo di partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni;
- il rafforzamento del senso civico, inteso soprattutto come partecipazione consapevole: attivare un processo di learning cooperativo fra istituzione e cittadini significa anche far conoscere le difficoltà, le responsabilità in cui si incorre nell’assumere una decisione ( deliberazione in senso tecnico-giuridico);
Come già esplicitato nel paragrafo precedente , si tenterà di raggiungere questo obiettivo consentendo ai cittadini di accedere, tramite un sistema multicanale, ad una serie di informazioni di tipo generale ma anche tecnico-giuridiche sull’attività individuata per la cooperazione ( la policy al primo stadio di elaborazione e disegno), si aprirà , quindi, il confronto ( feedback), per giungere man mano alla definizione delle soluzioni praticabili ( consultazione e partecipazione attiva) ed eventualmente alla scelta della soluzione.
L’attuazione della prima macro-fase di emersione e definizione dei problemi e dell’arena degli attori, condurrà alla creazione di una BDU ( banca dati unificata) che alimentata da varie sorgenti sia interne ( uffici competenti) che esterne ( Enti terzi, Terzo Settore, Comitati di quartiere, cittadini con particolari competenze o esperienze sul problema in discussione, “comuni”cittadini..) permetta di monitorare le varie richieste di interventi e mediante la creazione e gestione di indicatori statistici e sociali, permetta di evidenziare quelle che sono le richieste di intervento più urgenti , di definire un set di soluzioni praticabili e di scegliere la “ideale”.
A conclusione del progetto, le ricadute sull’insieme degli interessati saranno:
- altre amministrazioni potranno usufruire di una serie di dati tipici delle attività sociali svolte sul territorio. Questo consentirà di amalgamare più informazioni di più attori che lavorano nell’area di intervento scelta, con conseguente possibilità di elaborare interventi più efficaci. Potranno, altresì, se interessati, riusare le tecnologie e parte o tutto anche delle metodologie;
- i dipendenti direttamente coinvolti nella realizzazione del progetto avranno ricadute positive in termini di formazione, di accrescimento della professionalità, di rafforzamento motivazionale derivante non solo da lavoro mirato verso problemi reali ma anche dal doversi sperimentare, mettere alla prova, confrontarsi con una esperienza assolutamente innovativa. I dipendenti che usufruiranno delle risultanze progettuali ( assistenti sociali, all’infanzia, portatori di handicap, anziani, ..) potranno ottimizzare la loro attività d’intervento , grazie alla maggiore conoscenza delle reali esigenze degli utenti;
- i cittadini vedranno riconosciuto il loro diritto
- ad avere informazioni più rapide ed aggiornate;
- a non solo “partecipare”, ma anche “incidere” sui processi decisionali;
- all’accesso telematico agevolato ( tecnologie semplici e , per quanto possibile, accesso gratuito ).
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