L’area di intervento prescelta per la realizzazione del progetto e-agorà è quella relativa alla famiglia , interventi sociali, fasce deboli, pari opportunità.
La scelta è dettata dal fatto che trattasi di un ambito in cui gli attori istituzionali e i cittadini hanno maggiore familiarità e sono più motivati ad avviare un dialogo costruttivo , considerato l’impatto immediato – in termini di concreto miglioramento della qualità della vita – su fasce della popolazione più esposte all’esclusione sociale. Inoltre, trattasi di un ambito che più di tutti necessita dell’eliminazione o quantomeno della riduzione dell’autoreferenzialità della pubblica amministrazione: non è più pensabile ritenere di “conoscere” e, quindi, di “decidere” senza ascoltare, monitorare, valutare gli effetti di interventi che hanno una forte incidenza sulla quotidianità di una larga fascia della popolazione.
Al riguardo, va detto che a partire dall’anno 2002, in fase di attuazione della I annualità della legge 8 novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” è stata avviata un’azione di monitoraggio delle forme di assistenza erogate a nuclei familiari , con conseguente “tentativo di costruzione” di una banca dati contenente , in forma di scheda uninominale, le prestazioni a qualsiasi titolo erogate ai membri di ciascun nucleo familiare ‘, nell’intento di razionalizzare gli interventi , controllarne gli effetti singoli e cumulativi , registrare l’eventuale progressiva modifica dello stile di vita dei beneficiari, procedere all’aggiornamento del piano di intervento personalizzato, segnalare la necessità , qualora evidenziatasi , di ulteriori e/o diversi interventi rispetto a quelli previsti, nel segno del pieno utilizzo delle risorse di rete e della collaborazione istituzionale.
L’analisi delle schede osservative , elaborate ad hoc , ha evidenziato – in fase di programmazione delle politiche sociali II annualità – la propensione a concepire l’intervento sociale soprattutto in relazione del singolo, piuttosto che in rapporto alla dinamica sociale complessiva all’interno della quale il bisogno ha origine e matura.
Ciò può dipendere dalla presenza preponderante di operatori il cui profilo professionale è composto in gran parte da competenze pratiche di assistenza e intervento sul singolo, piuttosto che di capacità di analisi complessiva, progettazione e pianificazione di interventi a vasto raggio.
Quindi, il servizio sociale continua ad essere inteso prevalentemente , se non esclusivamente, come assistenza, come recupero di situazioni ormai conclamate di disagio , rispetto alle quali non è neppure più sufficiente il richiamo ormai canonico all’intervento di rete.
Non a caso ( forse?), la “nuova normativa” punta nella direzione di una maggiore integrazione e partecipazione del privato sociale , cosicché il rapporto tra l’amministrazione e l’erogatore effettivo del servizio ( siano esse associazioni , cooperative, singoli operatori e quant’altro) non dovrà esaurirsi in una mera prestazione d’opera, ma si dovrà articolare attorno a momenti di confronto – centrati sulla concertazione degli interventi – volti all’elaborazione di progettualità complessive all’interno delle quali situare anche il singolo intervento.
Insomma, affinché le “politiche sociali” possano andare oltre l’intervento di tipo preminentemente assistenziale è assolutamente necessario investire grandi energie nelle attività di
Fino ad oggi , “lo sforzo” di attuare “ un’organica politica di comunità” si è esplicato massimamente attraverso i canali tradizionali off line , la realizzazione del progetto e-agorà consentirebbe indiscutibilmente di percorrere strade alternative di integrazione.